GIORNATA MONDIALE DI SOLIDARIETA´ CON IL POPOLO PALESTINESE

GIORNATA MONDIALE DI SOLIDARIETA´ CON IL POPOLO PALESTINESE

Il 29 novembre segna l’inizio della NAKBA, che ha provocato l’occupazione israeliana della Palestina e lo sfollamento di centinaia di migliaia di palestinesi.

la Palestina, e dopo tutti questi anni, continua a non avere uno Stato libero.

La Giornata per la Solidarietà con il Popolo Palestinese ha come obiettivo, infatti, sensibilizzare la comunità internazionale su questa questione ancora aperta, ricordando il rispetto dei diritti che l’Assemblea Generale ha definito per il popolo palestinese: il diritto all’autodeterminazione senza interferenze esterne, il diritto all’indipendenza e alla sovranità nazionale e il diritto a fare ritorno alle case e proprietà che i palestinesi hanno dovuto abbandonare.

Cenno sulla situazione umanitaria in Palestina:

In Cisgiordania, le tensioni politiche vanno avanti da decenni e il risultato finale è un’instabilità politica, gravi restrizioni commerciali, effetti devastanti sulle condizioni igienico-sanitarie e sull’alimentazione. Le condizioni di vita sono precarie a causa della mancanza di acqua ed elettricità, rifiuti ovunque, incursioni della polizia israeliana con arresti e violenti scontri nei campi profughi palestinesi. Tutto ciò ha perpetuato uno stato di perenne insicurezza, ansia e preoccupazione negli abitanti.

Nella striscia di Gaza invece, l'economia risente da tempo della politica di chiusura e assedio israeliana. La situazione diventa più stringente dal 2000, aumenta con la costruzione del muro di separazione nel 2002 e si intensifica fino a trasformarsi in un blocco globale con il controllo dello spazio aereo, marittimo e terrestre da parte degli israeliani nel 2007.

Sono passati ad oggi 15 anni da quando la Striscia di Gaza è stata isolata dal mondo esterno, costringendo l’80% degli abitanti palestinesi del posto a diventare profughi e a dipendere dagli aiuti. Il blocco e le severe restrizioni hanno avuto effetti negativi su diversi settori: settore sanitario, che vive un calo dell’assistenza sanitaria e una grave carenza di forniture mediche; la riluttanza degli investitori a investire; limite alla crescita economica nazionale (18% nel 2021) che porta di conseguenza alla povertà (64%) e disoccupazione (45%); completo collasso del settore turistico; settore agricolo in crisi per colpa dell’occupazione israeliana che continua a spruzzare pesticidi chimici per impedire la crescita degli alberi sulla fascia di confine e in fine le restrizioni alla zona di pesca. Gaza, diventa perciò, la più grande prigione a cielo aperto nel mondo, come la descrive l’autore ILAN PAPPE’ nel titolo del suo libro.

I rifugiati palestinesi nella diaspora vivono in situazioni tragiche in campi inabitabili in gran numero, e i palestinesi soffrono di alti tassi di disoccupazione, povertà e difficoltà di movimento. Secondo il rapporto dell'UNRWA, il numero di rifugiati registrati nel dicembre 2021, circa 6,4 milioni di rifugiati palestinesi, il 28,4% dei quali vive in 58 campi ufficiali dell'UNRWA, distribuiti come 10 campi in Giordania, 9 campi in Siria, 12 campi in Libano, 19 campi in Cisgiordania e 8 campi nella Striscia di Gaza.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *